
Le Fortificazioni nel Salento – Castrum Minervae, baluardo inespugnabile
“Giù per discese ripide dove riecheggeranno parole come “scalamasciu funnuvojere”, “chianeddhri” oppure “varchiceddhra”, il sorriso di chi affronta questa via diventa sempre più ampio alla vista di un tratto di costa selvaggia come poche se ne vedono.”
– Dal punto di vista di Komoot

Prefazione
Riporta una missiva del nove di ottobre 1573 del vice Re di Napoli: “Avvistate le navi turche nelle vicinanze del Capo d’Otranto, il governatore di Castro fece chiudere le porte della città e vistosi minacciato fece dissotterrare un pezzo d’artiglieria puntandolo e sparando colpi” .
Non riuscì a dissuadere gli assalitori dall’avvicinarsi alla costa. Il pascià turco ordinò l’assalto alle difese cittadine, ma bastarono solo trenta soldati asserragliatisi in una torre del castello a difendere il difendibile. Quindicimila uomini armati turchi (secondo le stime del vice Re di Napoli) furono costretti al ritiro sulle loro navi non prima di aver ridotto a ferro e fuoco Castro. Una volta tanto erano giunte le forze di cavalleria del Regno di Napoli a dare man forte ai difensori.
(per gli approfondimenti dei cenni storici, fare riferimento tra le altre, alle fonti disponibili ampiamente in rete)
Castrum Minervae, baluardo inespugnabile
In sintesi
Tutte visibili dal percorso pedalato
Fortificazioni ormai abbandonate si alternano a strutture attrezzate per l’accoglienza enogastronomica e/o alberghiera, in alternativa, sono presenti nelle immediate vicinanze nella maggior parte dei casi. Bisognerà informarsi sulla possibilità di visita o fruizione.
Percorso adatto a tutte le tipologie di bicicletta dotate di pneumatici che possono percorrere un minimo di strade bianche e sterrati.

Questo l’elenco dei punti di rilievo in ordine di passaggio partendo da Castro:
- – Castello Aragonese, Castro
- – Palazzo baronale Maglietta, Marittima
- – Castello Spinola-Caracciolo, Andrano
- – Cripta della Madonna dell’Attarico, Andrano
- – Torre del Sasso, Tricase
- – Palazzo Gallone, Tricase
- – Castello dei Trane, Tutino
- – Castello di Caprarica del Capo
- – Palazzo baronale, Tiggiano
- – Palazzo baronale Capece, Corsano
- – Via del Sale, Corsano
- – Castello di Montesardo
- – Palazzo Gonzaga, Alessano
- – Palazzo San Giovanni, Alessano
- – Castello dei Capece, Lucugnano
- – Palazzo Risolo, Specchia
- – Castello Winspeare, Depressa
- – Masseria Monti, Castiglione
- – Palazzo Bacile, Castiglione
- – Palazzo Bacile, Spongano
Presenta particolari difficoltà di percorrenza in un breve tratto tra Andrano e Tricase oltre ad un paio di brevi dislivelli impegnativi da pedalare dopo Corsano e prima di Montesardo. Porre attenzione agli attraversamenti di arterie stradali principali con traffico automobilistico prevalente.
Castrum Minervae, baluardo inespugnabile
Esperienza e sensazioni
Il fianco adriatico
Partiti dall’alto di Castro dopo aver goduto delle sue bellissime vedute sulla costa adriatica salentina, si discende per poi risalire sul promontorio opposto. Di fatto si costeggia il fianco adriatico dell’anello seguendo una splendida via francigena fino a Corsano. Stradine secondarie asfaltate (con traffico automobilistico quasi nullo) si insinuano tra campi coltivati, uliveti e boschetti di macchia mediterranea interrotti solo da Marittima ed Andrano con le loro piazzette caratteristiche tipiche dei borghi salentini.

La Torre del Sasso
Usciti da Andrano, ad appena un chilometro dalla suggestiva Cripta ipogea della Madonna dell’Attarico, si accede a quello che è un vero e proprio terrazzo naturale che si affaccia sul canale d’Otranto in uno scenario di natura incontaminata e probabilmente uno dei più bei tratti di costa italiana.



Bisognerà però guadagnarsi il passaggio. Si tratta di pedalare su di un sentiero insidioso tra massi appuntiti e vegetazione bassa. E’ ben marcato, non si può scostare da esso ma, essendo breve in termini chilometrici (poco più di un chilometro) consiglio di scendere dai pedali e spingere la bicicletta se non si è avvezzi ad affrontare queste situazioni, non ci si pentirà e il premio è assicurato.

Il tratto cittadino
Superata la Torre del Sasso Tricase è vicina e si mostra fiera dinanzi a chi pedala per raggiungerla. Insieme a Tricase, Tutino e Caprarica del Capo in sequenza e senza soluzione di continuità in un percorso tutto cittadino



ci fanno toccare con mano le realtà locali con tutte le loro sfaccettature. Le vicine Tiggiano e Corsano segneranno la svolta verso l’entroterra.
Le sirene tentatrici
Un capitolo a parte la merita la via del sale che parte da Corsano. La voglia di vedere il mare da vicino è forte ma le sirene tentatrici ci ammaliano con il loro canto e, ceduti ad esse si cade inevitabilmente in trappola.
Giù per discese ripide riecheggeranno parole come “scalamasciu funnuvojere”, “chianeddhri” oppure “varchiceddhra”
il sorriso di chi affronta questa via diventa sempre più ampio alla vista di un tratto di costa selvaggia come poche se ne vedono. A questo punto l’inganno si paleserà, il “cul de sac” è servito. Ricordate il cartello stradale all’imbocco della via del sale (10% dichiarava)? La verità è che si arriva a punte del 16% e saranno da pedalare in salita, non c’è via di scampo, da dove si è venuti bisognerà tornare.

Un bellissimo vicolo cieco ci obbliga a seguire le nostre orme a ritroso ma ne vale la pena e la terra salentina ci viene in aiuto, per quanto ripide possano essere le salite da queste parti, saranno sempre brevi e nella fattispecie un chilometro e mezzo.

Il punto più alto
Da Montesardo con il suo castello visibile da lontano che svetta dal punto più alto del percorso si scende dolcemente verso Alessano, Lucugnano e il rinomato borgo di Specchia da dove parte l’esplorazione dell’entroterra salentino.




Le poiane maestose
Da Montesano fino a Vignacastrisi, passando per Depressa, Castiglione d’Otranto e Spongano strade sterrate bianche e rosse in terra battuta attraversano poderi, uliveti, macchia mediterranea e campi coltivati in un territorio dove le poiane maestose la fanno da padrona nel cielo.



Dove nel silenzio naturale di questo lembo di terra accompagnati dalla storia di antichi muretti a secco si intreccia e si aggroviglia la natura. Un’altura improvvisamente palesata davanti a noi ed il mare all’orizzonte ci dicono che Castro è nuovamente alle porte…