
Ciclonica E-03 Anello Nardò – Gallipoli
CICLONICA: Il preambolo
Download gpx, percorso visto su Mappa e Komoot
Piazza Salandra, non poteva essere altro il punto di riferimento designato alla partenza e all’arrivo di questo anello. La guglia dell’Immacolata riflette l’oro della luce del sole enfatizzandolo incredibilmente. Nardò ha scelto di tenere lontano dal suo nucleo storico i rumori tipici delle città moderne, il traffico motorizzato è tenuto a distanza il più possibile ed il fascino dei tempi passati è riemerso magicamente. Superata la periferia sud di questa cittadina tra le più importanti nel Salento, ci si orienta verso una Galatone insolitamente fuori dai circuiti turistici conosciuti eppure meritevole di maggiore attenzione al pari di altri luoghi posti nell’entroterra salentino. I tesori celati non lasciano indifferenti chi li incrocia con gli occhi. Risalire dolcemente la china di una serra salentina (queste basse alture tipicamente salentine poste per lo più longitudinalmente rispetto al tacco d’Italia) che comincia ad affacciarsi proprio a partire da lì pretende un pochino di brio in più nelle gambe ma le stradine secondarie attraversate spezzano il fiato corto prima ancora di accorgerci che per raggiungere il mare ora non si può far altro che scendere dolcemente, a dirla tutta, molto dolcemente. Sannicola e Chiesanuova prima, Alezio messapica poi, collegano il percorso a Gallipoli e al mare mentre il manubrio tende ormai nettamente verso ovest. La costa è lì e non c’è quasi più bisogno di pedalare per raggiungerla. Per chi non vedeva l’ora di respirare iodio è tempo di aprire i polmoni, Santu Mauru a coprirvi le spalle, Lido Conchiglie, la medaglia d’oro al merito civile di Santa Maria al Bagno e Santa Caterina con le sue ville eclettiche vi introdurranno verso un tratto di costa tra i più belli ed apprezzati del Salento. Grazie a Renata Fonte oggi possiamo ammirarla con lo sguardo protratto verso il tramonto… è Porto Selvaggio.
I riferimenti ufficiali
Ciclonica:
E-03 Anello Nardò – Gallipoli
Tempi di percorrenza
Assolutamente in linea con le distanze percorse degli anelli precedenti, i 56 km sono percorribili in tempi simili ovvero in tre/quattro ore con medie da cicloturismo a cui aggiungere le soste a cui non potremo rinunciare per godere dei punti di rilievo attraversati. Qualche breve dislivello ci porterà a rallentare il ritmo ma la velocità media non risulterà essere sfalsata rispetto alle andature medie di un cicloturista.
Tipologia di Percorso
Stradine secondarie asfaltate e assenza di sterrati ci condurranno a Gallipoli sfruttando la viabilità secondaria tranquilla e poco frequentata dai mezzi a motore. Il solito traffico lo si percepisce durante le ore di punta nei centri urbani che altrimenti sono fruibili in tranquillità. Gli ormai noti problemini li troviamo in ingresso ed uscita da Gallipoli che non offre la possibilità di evitare la condivisione col traffico ordinario. La costa ionica, soprattutto grazie alla bassa stagione è amica del ciclista che potrà fruire di una suggestiva ciclopedonale tra Santa Maria al Bagno e Santa Caterina. Gli unici tratti non asfaltati li si affronta per poche centinaia di metri tra le ville eclettiche nella parte alta di Santa Caterina ed entrando nell’area protetta di Porto Selvaggio. Da mettere in conto il fatto di dover affrontare dei dislivelli spessissimamente blandi con qualche brevissima impennata affrontabile con un pizzico di sforzo in più. Nulla di devastante insomma.
I punti caratterizzanti
Il nucleo storico di Nardò con al centro la guglia dell’Immacolata. Galatone con i suoi due castelli (Belmonte-Pignatelli e Fulcignano), il barocco Santuario del SS Crocifisso e la Cripta Madonna dell’Odegidria affrescata come poche. Alezio con la sua Madonna della Lizza ed il museo messapico, la famigerata Gallipoli impreziosita dall’isola su cui poggia il borgo antico sorvegliato dal castello aragonese, L’abbazia bizantina di San Mauro che svetta sul costone che protegge la baia a nord di Gallipoli, Lido Conchiglie e le bianche spiagge in agro di Sannicola con la pietra spaccata da scavallare prima di raggiungere Santa Maria al Bagno riconoscibile da lontano grazie alle quattro colonne, il museo della memoria e la sua incantevole spiaggetta urbana. La ciclopedonale dorata che costeggia il mare a pochi passi fino a Santa Caterina e la sua accogliente piazzetta, il piccolo porticciolo e le ville eclettiche poste in alto. In fine la bellezza della costa di Porto Selvaggio vista dalla base di Torre dell’Alto ed il belvedere dedicato a Renata Fonte martire protettrice e simbolo di quello che è oggi questo parco naturale.
Download gpx, percorso visto su Mappa e Komoot
– Dal punto di vista di Komoot
