
Le Fortificazioni nel Salento – Maglie. L’entroterra non sfugge alle razzie
“E’ capitato che sentieri di campagna siano stati arati interrompendo improvvisamente vie di passaggio ormai consolidate nel tempo. Ma d’altronde, cos’è un viaggio in bicicletta senza perdersi per qualche chilometro nel territorio che ti circonda…”
– Dal punto di vista di Komoot

Prefazione
Doveva essere naturale per i saraceni seguire (verosimilmente) le vie di comunicazione verso l’entroterra per giungere a Maglie prima di completare il sacco di Otranto nei primissimi giorni di agosto del 1480. Continuare ad alimentare il bottino di guerra sul territorio salentino un obiettivo da perseguire.
D’altronde, se scarse erano le difese strutturali in quel di Otranto dove stavano trovando opposizione solo e per mano della popolazione locale, figuriamoci nell’entroterra avranno pensato. Infatti, il forte difensivo di Maglie senza cinta muraria e di modesta entità si rivelò essere di poca resistenza e da lì a poco l’assedio portò ai suoi frutti. Il Castello subì considerevoli danni e fu lasciato al suo destino. Nel XVIII secolo, molto tempo dopo la fine del periodo delle razzie, venne demolito e convertito in palazzo baronale riqualificando soltanto alcuni ambienti della vecchia struttura.
(per gli approfondimenti dei cenni storici, fare riferimento tra le altre, alle fonti disponibili ampiamente in rete)
Maglie. L’entroterra non sfugge alle razzie
In sintesi
Tutte visibili dal percorso pedalato, fortificazioni ormai abbandonate si alternano a strutture attrezzate per l’accoglienza enogastronomica e/o alberghiera, in alternativa, sono presenti nelle immediate vicinanze nella maggior parte dei casi. Bisognerà informarsi sulla possibilità di visita o fruizione.


Questo l’elenco dei punti di rilievo in ordine di passaggio partendo da Maglie:
- Palazzo baronale Capece, Maglie
- Palazzo baronale di Sogliano Cavour
- Castello Castriota Scanderbeg, Galatina
- Castello di Galatone
- Castello Fulcignano, Galatone
- Palazzo ducale di Seclì
- Castello di Neviano
- Abbazia San Nicola di Macugno, Neviano
- Palazzo ducale Venturi, Tuglie
- Palazzo baronale di Collepasso
- Palazzo ducale Guarini, Scorrano
P.S.: Percorso adatto a tutte le tipologie di biciclette dotate di pneumatici che possono percorrere un minimo di strade bianche. Non presenta particolari difficoltà di percorrenza se non un paio di brevissimi dislivelli da pedalare. Porre attenzione agli attraversamenti di arterie stradali principali con traffico automobilistico prevalente.
Maglie. L’entroterra non sfugge alle razzie
Esperienza e sensazioni
Maglie
Neanche il tempo di uscire dal centro abitato di una Maglie luminosa e abbellita dai numerosi edifici storici eretti in pietra leccese dalle sfumature chiarissime e calde, si potrà già godere di un breve vialetto stretto compresso tra muretti a secco tipici del territorio per poi dirigersi verso una pianura ampia e tutta dedita alla coltivazione.



Gli spazi aperti
Gli spazi aperti attraversati espongono alle bizze del tempo senza potersi proteggere vista l’assenza di alberi o qualsivoglia copertura, qui il vento salentino la fa da padrona. A perdita d’occhio solo coltivazioni mentre si attraversano strade asfaltate e sterrate a traffico quasi nullo.




Galatina
In rapida successione chilometrica Sogliano Cavour e Galatina dove una menzione speciale la merita la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria ed il suo chiostro annesso (visita obbligatoria). Obbligatorio inoltre abbuffarsi di “Pasticciotto” prima di proseguire verso Galatone.







La serra salentina di Neviano
La strada secondaria a tratti bianca sembra sopraelevarsi mentre si attraversano piccole cave di tufo dismesse e ormai adibite a giardini o coltivazioni. Da Galatone in pochissimi colpi di pedale si arriva a Seclì e Neviano da dove ci si immerge nei confini di un bosco rigoglioso seguendo la linea lato est delle serre salentine ai cui pendii è posta l’Abbazia San Nicola di Macugno con i suoi ambienti ipogei sempre accessibili. Tuglie e Collepasso, poste all’estremità opposte rispetto a Maglie, sono gli ultimi comuni prima di pedalare negli infiniti uliveti del cuore geografico salentino.


Gli uliveti stravolti
Uliveti stravolti dal disseccamento a causa del noto batterio (Xylella). Uliveti ormai in continua trasformazione perché soggetti a riqualificazione con l’intento di recuperare quanto il tempo e la storia ha donato. Chi si accinge a seguire questo tratto deve mettere in conto la possibilità di trovarsi davanti a sorprese seguendo la traccia e di doversi inventare delle deviazioni del percorso per poter proseguire.



E’ capitato che sentieri di campagna siano stati arati interrompendo improvvisamente vie di passaggio ormai consolidate nel tempo. Ma d’altronde, cos’è un viaggio in bicicletta senza perdersi per qualche chilometro nel territorio che ti circonda. Da Scorrano in poi si costeggiano antichi muretti a secco che fanno da cornice alle campagne circostanti prima di rientrare a Maglie.
